giovedì 19 ottobre, 2017 Stay Connected

Il Duomo e San Matteo con due facce

 

santo

di Lucia Quaranta

Seguitemi, non abbiate timore, oggi vi condurrò al Duomo di Salerno che è situato nel centro storico della città.

Testimonianza di grande valore storico ed artistico dell’XI sec. rappresenta il principale luogo di culto cattolico della città di Salerno. Il campanile, su cui si trovano otto grandi campane, è una perfetta sintesi del valore storico ed artistico derivante dalla fusione dello stile arabo-normanno.

Il duomo fu costruito tra il 1080 ed il 1085 dopo la conquista della città da parte di Roberto il Guiscardo e fu consacrato a papa Gregorio VII nel giugno del 1084.

Dall’XI sec ad oggi ne è passata di gente tra le sue navate che dopo qualche scatto fotografico ed un momento intimo di preghiera, sosta nel quadriportico della facciata interna; una lapide ricorda il luogo ove aveva sede la scuola medica salernitana e dove San Tommaso d’Aquino insegnava teologia. Tra le decorazioni scultoree di tutta la cattedrale si può notare una forte presenza di animali. All’ingresso, infatti, si distingue subito un leone e una leonessa che allatta il suo piccolo, simboleggiano la potenza e la carità della chiesa; in alto, l’architrave raffigura oltre al traliccio di vite, i datteri beccati dagli uccelli, un’allusione al nutrimento spirituale dell’anima, in più la scimmia ed il leone posti agli estremi simboleggiano, rispettivamente, l’eresia e la verità della chiesa; anche all’interno si distinguono altri animali che venivano utilizzati come elementi decorativi nel medioevo: leoncini, cavalli, centauri.

Nella lunetta al di sopra del fregio, invece, si trova un affresco seicentesco che raffigura San Matteo mentre scrive il Vangelo ispirato dall’angelo. Nella cripta del Duomo costruita in epoca normanna tra il 1600 ed il 1616 e trasformata, in seguito, in forme barocche dall’architetto Fontana, si trova la statua di bronzo di San Matteo raffigurato con due facce.

Sebbene patrono della città, non tutti i salernitani conoscono il motivo per cui il santo è raffigurato con due facce. La doppia faccia, al di là del folclore popolare, non è un’espressione ambigua del Santo, al contrario il Santo è raffigurato bifronte per consentire ai fedeli, da qualunque angolazione della cripta si trovino, di guardarlo sempre direttamente in volto.

I salernitani si possono considerare fortunati, perché a vegliare su tutti loro non ci sono solo due occhi bensì quattro.