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Ufficio per il Progetto culturale

 

 

DON-PEPPINO-IANNONE-PARROCO-DELLA-PARROCCHIA-S.MARIA-DELLE-GRAZIE-DI-MERCATO-S.SEVERINO.

di Alfonso D’Alessio

Il Servizio nazionale per il progetto culturale viene costituito nel 1997 all’interno della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana come centro di raccordo per i diversi soggetti impegnati nell’attuazione del progetto culturale. Nelle diocesi, in ciascuna delle quali opera un “referente diocesano per il progetto culturale”, in quella di Salerno-Campagna-Acerno è don Peppino Iannone (nella foto), la sfida è coordinare i centri culturali cattolici, le associazioni e i movimenti, gli ordini religiosi, le Facoltà teologiche, le riviste e gli intellettuali di matrice cattolica.

Sono chiamati in causa le parrocchie, i sacerdoti, i religiosi, le associazioni e i movimenti, i Vescovi, gli Uffici diocesani della pastorale, i centri culturali cattolici, i teologi, i docenti, le università e le istituzioni culturali, gli operatori della cultura e delle comunicazioni sociali.

I ”referenti diocesani per il progetto culturale” hanno la funzione di operare una ”tessitura” tra tutte queste presenze che sono altrettante risorse da valorizzare, permettendo a ciascuna di sviluppare la propria specificità, il proprio ”carisma” all’interno di un’azione corale.

Ambiti di particolare attenzione sono:

– il rapporto tra la fede, che ispira l’antropologia cristiana, e la situazione culturale contemporanea, con una distinzione in due livelli:

– le grandi aree tematiche, per se stesse interdisciplinari, che toccano i contenuti fondamentali della fede nel loro impatto con i nodi più vivi del pensiero e dell’ethos contemporanei;

– i temi emergenti di volta in volta nel dibattito culturale e nella vita sociale, a cui appare necessario offrire risposte evangelicamente illuminate, che orientino il pensare e l’agire comune dei cristiani e li rendano capaci di entrare in dialogo con tutti.

Si tenta di costruire, con le categorie di oggi, una visione del mondo cristiana, consapevole delle proprie radici e della propria pertinenza sulle questioni vitali e fiduciosa circa le proprie potenzialità nel dialogo con la cultura contemporanea. Si tratta, in una parola, di essere capaci di dire in modo originale e plausibile la nostra fede: su questo terreno decisivo il progetto culturale si inserisce nel dinamismo della ”nuova evangelizzazione”.

 

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