giovedì 20 settembre, 2018 Stay Connected

La memoria storica: custode del passato, progetto per il futuro

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di Gerardina Russoniello

Il 6 giugno gli alunni delle terze classi della scuola elementare Don Milani hanno presentato lo spettacolo interdisciplinare a tema, con musica e canto, a coronamento e a corredo del progetto curricolare Ambiente–Alimentazione “Nutriamoci di storia: vere chicche salernitane” che ha coinvolto i discenti delle terze classi dell’8° circolo di Salerno (plessi Don Milani, Mazzetti e Gatto) in un percorso cognitivo di storia locale con profonde implicazioni sociali, affettive ed emotive. Gli obiettivi del percorso, oltre alla conoscenza di Salerno e del suo patrimonio artistico-culturale, sono stati lo sviluppo del senso di appartenenza e della responsabilità civile, l’amore per la propria città, la difesa del proprio da atti di vandalismo e bullismo, il rispetto per i propri luoghi, protagonisti della vita sociale e culturale del proprio territorio, l’incontro fra l’educazione al patrimonio e quella alla cittadinanza.

I percorsi didattici dei plessi, pur nell’uniformità di obiettivi programmati e di competenze raggiunte, hanno seguito itinerari parzialmente diversi, ma tutti sono culminati in manifestazioni finali che hanno rappresentato alle famiglie l’intero percorso educativo-didattico in un’atmosfera gioiosa e frizzante.

In particolare per le classi terze del plesso Don Milani, il progetto si è sviluppato attraverso attività laboratoriali multidisciplinari, guidate dai docenti e dall’ins. Maki Camera d’Afflitto e il percorso didattico è stato effettuato secondo i seguenti step:

  • Laboratorio grafico a scuola: Salerno, storia e mito; le trasformazioni della nostra città (visioni di immagini dalla Lim)
  • Itinerari formativi per visitare de visu et in loco i luoghi di interesse storico-culturale della città
  • Laboratorio sensoriale a scuola: presentazione delle erbe officinali e delle loro proprietà con assaggi di tisane e di sapori dolci su fette di pane
  • Visite guidate a valenza didattica presso il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana e Giardino della Minerva; Museo della Ceramica Tafuri con pranzo al ristorante Bacchanalia a base di pietanze aromatizzate dalle erbe del giardino della Minerva.

Le conoscenze acquisite hanno consentito agli alunni la partecipazione al concorso “L’ Ecomuseo: il futuro della memoria” indetto dalla Soprintendenza Belle Arti, consistente nel confronto tra vecchie e nuove foto di alcuni luoghi per scoprirne le modificazioni avvenute nel tempo e le proposte dei bambini sul futuro degli stessi luoghi.

Il 20 maggio scorso, presso la sede della Soprintendenza in via Tasso, hanno partecipato alla premiazione, in rappresentanza delle classi, un alunno per ogni classe del circolo, un docente per ogni plesso e la Dirigente scolastica.

Un modo nuovo di fare e intendere la storia: non solo come successione di eventi che hanno segnato la vita dell’uomo e delle società umane ma anche come “archeologia”, disciplina che ricostruisce il passato partendo dalle testimonianze materiali che le civiltà trascorse lasciano più o meno volontariamente.

Una “storia archeologica” integra e arricchisce il panorama ricostruito attraverso i documenti scritti e, nel valutare le testimonianze rimaste nel terreno e i frutti, umili o eccelsi, del lavoro umano, mostra le società attraverso i loro manufatti e il rapporto da esse stabilito con l’ambiente naturale.

La storia della cultura materiale non si esaurisce nella storia della tecnica, come la cultura figurativa non si esaurisce nella storia delle forme, ma, dietro l’universo degli oggetti, essa rintraccia l’universo degli uomini e dei loro rapporti sociali e i manufatti diventano fonte di informazione della vita dell’uomo.

Il passato convive con noi, la storia non è qualcosa che sta definitivamente alle spalle, qualcosa da cui, vivendo nel presente, si è separati: essa ci circonda, siamo immersi nella storia, ne facciamo parte noi stessi.

La città in cui abitiamo è cresciuta nel tempo e conserva vestigia di epoche diverse, di uomini che sono vissuti prima di noi.

A ogni passo ci imbattiamo in tracce del passato con le quali conviviamo, che possiamo vedere e toccare, che fanno parte del nostro presente, che dobbiamo salvaguardare.

La vita è divisa in 3 tempi: ciò che è, ciò che è stato e ciò che sarà, e lavorare sulla memoria significa estendere i confini e costruire sulla storia le basi del futuro.

Da sempre l’uomo trae esperienza dal passato per comprendere meglio il presente e la memoria storica, collettiva e individuale, diventa, così, custode del passato e progetto per il futuro.