venerdì 18 agosto, 2017 Stay Connected

La famiglia: verità di carta o verità di vita? Un libro di don Comi che parte da Benedetto XVI

libro

di Giuseppe Pecorelli

Ci vorrà tempo perché si comprenda la grandezza e la profondità del pontificato di Papa Benedetto XVI, un profeta capace di leggere la storia e la contemporaneità dell’uomo, ma anche il suo avvenire. Un avvenire a tinte fosche se la società non comprende l’essenzialità della famiglia costruita sul matrimonio tra un uomo e una donna, sempre aperta alla vita. Don Giuseppe Comi, un sacerdote della diocesi di Catanzaro-Squillace, dà alle stampe per Tau Editrice un volume dal titolo provocatorio, “La famiglia: verità di carta o verità di vita?”, proponendo alcuni spunti di riflessione dagli insegnamenti di Benedetto XVI dedicati all’istituzione che fonda, o dovrebbe fondare, la stessa società. Nella sua prefazione, il teologo Monsignor Costantino di Bruno spiega: “Tutto sta divenendo di carta. Finché insegniamo dalla carta, il mondo mai potrà scoprire la bellezza di Cristo. La Chiesa deve divenire Chiesa di vita, Chiesa che possa mostrare la bellezza del Vangelo nella sua carne”. Ed invece si ferma alla carta la Scrittura, il Vangelo stesso, le omelie, le prediche, il catechismo, la teologia, la grazia, la moralità, finanche il cristiano e, di conseguenza, la famiglia. Da un lato dunque la verità di fede, bella nella sua perfezione, dall’altro la vita dei credenti non più evangelica, un po’ ipocrita nella sua discrepanza tra quanto professato e quanto vissuto.

Don Comi, che ha conseguito la licenza in Teologia morale sociale all’Istituto teologico calabro “San Pio X” di Catanzaro, è sacerdote dal 2007 ed attualmente parroco della comunità di “Beato Domenico Lentini” nel capoluogo calabrese. Da pastore attento, conosce bene gli uomini e le donne del nostro tempo, non così dissimili tra loro, a prescindere dalla propria regione o dal proprio paese di appartenenza. La realtà è quella che Benedetto XVI descrive nei suoi testi, redatti con la precisione impeccabile dello studioso e il cuore del buon pastore. Ebbene, la famiglia è in crisi. E parliamo della famiglia vera: un uomo e una donna uniti dal sacramento del matrimonio che vivono la paternità e la maternità con gioia e sacrificio, finanche quando Dio ha stabilito per loro altri percorsi e non ha donato loro un figlio. La crisi è analizzata dall’autore nel primo capitolo. La lista dei pericoli per la famiglia è lunga: l’aumento di divorzi e unioni libere, la crisi della fedeltà coniugale e una sorta di tolleranza dell’adulterio, la relativizzazione dei sessi, una diffusa mentalità che emargina Dio dalla vita dell’uomo, il prevalere del desiderio senza alcun riferimento morale. Si potrebbe continuare ancora, ma don Comi non si limita ad analizzare la crisi di una società che, priva di Cristo, è smarrita. Nel secondo capitolo spiega infatti come venire fuori dal pantano in cui ci si è cacciati. Occorre ripartire dalla famiglia delle Sacre Scritture e dalla Parola di Dio che è lampada per i passi dell’uomo, dalla preghiera, dai sacramenti, dalla meditazione, dalla riflessione personale e comunitaria. “L’uomo senza la grazia di Cristo – scrive l’autore nel suo libro, che ha il pregio della sintesi e della chiarezza – si trova in uno stato di debolezza naturale. (…). Ma la grazia di Dio opera sempre nella volontà dell’uomo, e quindi ogni giorno questa grazie deve essere vivificata, rinvigorita, fatta crescere, perché sia forte e capace di superare ogni ostacolo che si pone sul cammino della coppia”. Solo così, tra l’altro, la famiglia recupererà quel ruolo che le è proprio di primo luogo per la formazione dei figli. I genitori devono tornare ad essere primi maestri della fede per i propri figli.